A chi non è mai capitato di fermarsi a osservare uno stormo in volo? C’è qualcosa nelle migrazioni degli uccelli che richiama immediatamente idee di libertà, appartenenza, viaggio e speranza.

È proprio l’immagine dell’uccellino, e il mondo di significati che porta con sé, ad aver ispirato il progetto espositivo Il canto dell’aria, curato da Riccarda Turrina e Rita Demattio, responsabile dello Spazio Foyer, realtà da anni impegnata nella promozione dell’arte incisoria, insieme alla collaborazione di Alberto Weber della Galleria Weber & Weber di Torino e del Bosco dei Poeti, che hanno contribuito ad ampliare la rete di artisti coinvolti nell’iniziativa.

La mostra è stata inaugurata lo scorso 4 settembre presso lo Spazio Foyer di Trento e proseguirà fino al 18 settembre. L’obiettivo è costruire uno spazio di incontro tra arte e natura, invitando ogni artista a realizzare un’opera nel piccolo formato di 20 × 20 centimetri, con tecnica e supporto completamente liberi.

Il risultato è una mostra corale, articolata in nove sezioni tematiche, che riunisce le opere di 111 artisti italiani e internazionali: pittura, fotografia, incisione, scultura e molti altri linguaggi si incontrano attorno a un unico soggetto, l’uccellino.

Arte che diventa solidarietà

Il canto dell’aria è molto di più di un progetto artistico. La mostra porta con sé anche una finalità solidale: il ricavato della vendita delle opere sarà devoluto, secondo la scelta dell’acquirente, alla LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli impegnata nella tutela dell’avifauna e degli ecosistemi naturali, oppure alla Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus, ente di eccellenza dedicato alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie.

Vi aspettiamo allo Spazio Foyer di Trento per scoprire le 111 opere de Il canto dell’aria e sostenere, attraverso l’arte, due realtà impegnate ogni giorno nel sostegno alle persone e nella tutela della natura.

 

È stato realizzato un catalogo in formato cartaceo e digitale curato da Chistè / phr Photoforma

L’immagine di copertina riproduce il dipinto «Olla il pellicano», realizzato in acrilico su tela da Carlo Amendola, un ragazzo di Casa “Sebastiano”.

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