Meglio insieme. A volte basta preparare un dolce, condividere un pranzo o lavorare fianco a fianco per scoprire qualcosa di nuovo sugli altri e anche su sé stessi. È da questa idea che è nato il percorso che, nel corso dell’anno scolastico 2025-2026, ha coinvolto Casa “Sebastiano” e il Centro di Formazione Professionale (CFP) ENAIP di Ossana, scuola alberghiera sita in Val di Sole (TN). Attraverso laboratori, incontri e momenti di convivialità, studenti e studentesse, operatori e operatrici, insieme ai ragazzi e alle ragazze di Casa “Sebastiano” hanno costruito relazioni autentiche e occasioni di apprendimento reciproco, trasformando l’inclusione in un’esperienza concreta, vissuta giorno dopo giorno. Ripercorriamo insieme alcune delle tappe più significative.

Il via al percorso     

Il progetto è stato presentato alla classe nei primi giorni di autunno dell’anno scorso, nell’ambito di un primo incontro con lo staff di Casa “Sebastiano”. Si è trattato di un iniziale momento di conoscenza tra realtà diverse, ma accomunate dal desiderio di imparare le une dalle altre e costruire qualcosa insieme.

Educazione alimentare e inclusione

A novembre la comunità studentesca ha incontrato il Dott. Michele Pizzinini, medico dietologo che da anni affianca Casa “Sebastiano” nella cura degli aspetti legati all’alimentazione e al benessere degli ospiti. Insieme si è iniziato un percorso di co-progettazione dei menù destinati alle attività condivise dei mesi successivi, riflettendo su come il cibo possa diventare non solo nutrimento, ma anche un’occasione di cura e attenzione reale ai bisogni di ciascuno.

Per molti studenti e studentesse è stata anche un’opportunità di avvicinarsi al tema del complesso rapporto tra cibo e autismo, scoprendo esigenze poco conosciute. Infatti, alcune persone autistiche possono presentare una forte selettività alimentare o sensibilità specifiche verso consistenze, odori, sapori o colori dei cibi. In passato, abbiamo approfondito l’argomento nell’articolo L’autismo a tavola. Partendo da queste basi, il lavoro di co-progettazione ha permesso di ideare piatti che fossero sia sani e bilanciati sia, allo stesso tempo, capaci di valorizzare il momento del pasto come un’esperienza serena per tutti/e, veramente inclusiva.

Laboratori di peer education

Il cuore pulsante dell’intero percorso sono stati i laboratori di peer education, che sono stati proposti in due distinti momenti, nell’autunno 2025 e nella primavera 2026. I laboratori di peer education sono esperienze di apprendimento reciproco “tra pari”, dove non ci sono cattedre o ruoli rigidi (come insegnante e allievi), ma si impara in maniera trasversale gli uni dagli altri, mettendosi in gioco collettivamente.

In queste occasioni studenti, studentesse e ospiti del centro si sono ritrovati per realizzare dolci, centrifughe e cocktail analcolici, imparando e divertendosi insieme. Ogni attività è diventata un’occasione concreta per collaborare, comunicare e conoscersi, al di là dei ruoli e delle differenze.

Un Natale condiviso

A dicembre il percorso è entrato nel clima delle feste. Gli studenti e le studentesse della scuola alberghiera hanno condiviso con i ragazzi/e di Casa “Sebastiano” una degustazione di piatti preparati da loro e hanno poi svolto tutti insieme un laboratorio di pasticceria dedicato ai biscotti di Natale.

Marco, Laura e Richard sono diventati pasticceri per un giorno, lavorando assieme ai ragazzi/e della scuola alberghiera nella preparazione di dolci destinati alla festa con le famiglie, precedentemente organizzata dal centro. Un momento semplice e concreto, capace di trasformare la cucina in uno spazio di collaborazione, relazione e partecipazione.

La visita guidata a Casa “Sebastiano”

In primavera la classe prima della scuola alberghiera di Ossana ha svolto una visita guidata a Casa “Sebastiano”. Qui la classe ha incontrato lo staff del centro, ha esplorato gli spazi e i luoghi e ha partecipato a uno speciale laboratorio esperienziale, pensato per avvicinarsi al mondo dell’autismo in modo diretto e positivo. Un’esperienza che ha permesso di osservare da vicino la quotidianità della struttura e di trasformare la conoscenza teorica in un incontro reale.

L’ultimo incontro

Il percorso con la scuola alberghiera si è concluso con un ultimo incontro conviviale: i ragazzi/e di Casa “Sebastiano”, dopo un pranzo preparato dagli studenti e dalle studentesse della scuola, si sono cimentati in un laboratorio di impasti, preparando insieme una merenda a base di pizza e focacce. Un ultimo incontro semplice e gioioso, che ha rappresentato il modo più naturale per salutarsi dopo mesi di attività svolte insieme.

La Cena di Gala

A chiudere l’anno è stato un evento speciale: la Cena di Gala organizzata dalla Fondazione Trentina per l’Autismo, che anche quest’anno ha registrato il tutto esaurito. Per gli studenti e le studentesse, è stata anche un’esperienza di cittadinanza attiva: un modo concreto per mettere le proprie competenze al servizio della comunità, che va a coronare un intero percorso di incontro, confronto e apprendimento.

Una crescita che continua

Dopo un anno di incontri, esperienze, pranzi condivisi e attività svolte insieme, quel che resta è soprattutto il valore delle relazioni nate lungo il cammino. Il progetto con la scuola alberghiera di Ossana si conclude per quest’anno scolastico, e ciò che ha generato continuerà ad accompagnare chi ne ha fatto parte: nuove competenze, sguardi più consapevoli e la certezza che l’inclusione prende forma nei gesti quotidiani.

A fare la differenza sono stati la disponibilità a mettersi in gioco, il tempo dedicato all’ascolto e la possibilità di conoscersi attraverso esperienze semplici ma significative. È da qui che nasce una crescita capace di proseguire oltre il calendario delle attività, lasciando una traccia concreta e condivisa.